Documenti e lettere di Matilde di Canossa

21/05/2016

Mantova, via Dottrina Cristiana n 4, Sacrestia della SS. Trinità - Archivio di Stato

Documenti e lettere di Matilde di Canossa
Testo latino e traduzione italiana
a cura di
Franco Canova, Murizio Fontanili, Clementina Santi, Giordano Formizzi
postfazione di Paolo Golinelli
Pàtron Editore, Bologna 2015

 Nel corso dell’incontro, organizzato dall’Archivio di Stato di Mantova, dall’Archivio Storico Diocesano di Mantova e dal Comune di Reggiolo, relazioneranno sulla figura di Matilde di Canossa e sulla genesi del volume due dei quattro curatori: il prof. Maurizio Fontanili ed il prof. Giordano Formizzi.
Saranno inoltre presenti per un saluto:
• Franco Albinelli, Assessore alla Cultura del Comune di Reggiolo
• Daniela Ferrari, già direttore dell’Archivio di Stato di Mantova e di Milano
• Monsignor Giancarlo Manzoli, Direttore dell’Archivio Storico Diocesano di Mantova


 L’incontro sarà coordinato da: Luisa Onesta Tamassia, Direttore dell’Archivio di Stato di Mantova.
Nel corso dell’incontro verrà distribuito ai presenti un fascicolo con Percorso Crono-Topografico della vita di Matilde di Canossa e dei documenti tradotti.

Per l’occasione saranno esposti nella Sacrestia della SS. ma Trinità alcuni documenti matildici conservati presso l’Archivio di Stato e l’Archivio Storico Diocesano di Mantova.

Descrizione del volume:
Il volume, con postfazione di Paolo Golinelli, consta di 525 pagine e contiene tutti i 139 documenti riconducibili a Matilde di Canossa, databili tra il 1072 ed il 1115, anno della morte della grancontessa, con trascrizione del testo latino e traduzione italiana. Il testo è inoltre corredato da 63 immagini a colori e da un utilissimo indice dei nomi e dei luoghi principali.
Il volume, frutto di un intenso e condiviso lavoro di specialisti e appassionati della figura di Matilde di Canossa, si propone finalmente come strumento di accesso e facile consultazione per un pubblico non specialistico, grazie alla traduzione in italiano dei testi originali in latino.

Profili dei curatori:
Franco Canova, di Reggiolo (RE), laureato a Parma, ha insegnato nelle Scuole Superiori. Ha collaborato con S.E.I. di Torino con saggi storici e letterari per il 4° volume della Storia della letteratura Italiana: Forme e Modelli (a cura di A. Budriesi, 1988). Dopo studi di paleografia, insieme a G. Nosari ha edito nel 2008 con Clueb di Bologna il Registro delle concessioni di terre e beni del monastero di San Benedetto in Polirone (sec. XV), mentre con case editirici locali ha pubblicato numerosi di volumi di storia del territorio: Reggiolo, Gualtieri, Guastalla, Torricella, Villa Saviola, Motteggiana, Tabellano, Mantova. Recentemente ha riunito foto e testimonianze sul terremoto 2012: Terrae Motus (Lui ed. Reggiolo 2013).

Maurizio Fontanili, laureato in Medicina nel 1962, si è specializzato in Chirurgia generale, e ha conseguito due libere docenze presso l’Università di Padova. Ha svolto la professione di chirurgo per 40 anni (1962-2002), dei quali dieci all’Università di Padova e trenta come Primario in vari ospedali. Presidente della Provincia di Mantova dal 2001 al 2011, si è fatto promotore e sostenitore delle tre mostre di argomento matildico tenutesi nel 2008 a San Benedetto Po, alla casa del Mantegna e al Museo Diocesano di Mantova.

Clementina Santi, nata a Castelnovo ne’ Monti (RE), già docente di Italiano e Latino nel Liceo “L. Ariosto” di Reggio Emilia; membro del Consiglio Direttivo dell’Istituto Beni Culturali dell’Emilia Romagna (IBACN) e del C.d.A della Fondazione “I Teatri” di Reggio Emilia.
È autrice di numerosi saggi di poesia, letteratura e storia reggiana, fra i quali: La fortuna critica di Ludovico Ariosto (1994); Luoghi Matildici dell’Appennino (2008); La cronaca di Pietro della Gazzata, con L. Artioli e C. Corradini, Presentazione di J. Le Goff; Vocabolario dei dialetti del medio Appennino Reggiano, con E. Biagini e S. Rabotti (2009); SS. 63, una strada la sua storia, con fotografie di James Bregazzi (2014).

Giordano Formizzi, nato a Mantova e cresciuto a Pellestrina, è stato docente di pedagogia nelle università di Padova (dove si laureò) e di Verona. Si è occupato delle oper di Karl Heinrich Marx (tesi di laurea); di G. E. Lessing, di I. Kant, di cui ha curato un’apprezzata traduzione dal tedesco degli Scritti pedagogici (Il segno dei Gabrielli, Verona 1996) e di J. Amos Comenio, di cui ha tradotto per la prima volta in italiano alcune opere latine (Panglottia, Verona 1991). Attualmente continua la sua attività di docente presso l’Università della Terza Età del Comune di Verona. Per dodici anni è stato presidente della Federazione Esperantista Italiana.

Locandina